“Eye Blink: per lo studio della risposta percettiva indotta dal montaggio video”

Un giorno, mentre ricercavo tra i miei neuroni idee per l’argomento su cui realizzare la tesi di laurea, mi sono imbattuto in un libro: ”Il montaggio video”, un testo non voluminoso ma prezioso di Walter Murch, uno dei più bravi autori del montaggio video-cinematografico. Cito una sua realizzazione su tutte: Apocalypse Now, di F.F.Coppola. Leggendolo mi venne in mente una domanda: ”Chi decide ‘quando’ è il momento ‘giusto’ per fare uno ‘stacco’ di montaggio (ossia cambiare inquadratura)”? La risposta, a lettura del saggio ultimata, fu evidente:  l’addetto al montaggio video, colui che con il regista crea la sequenza ultima delle singole “scene” del film, ma che realizza pur sempre un soggettivo e magari del tutto arbitrario punto di vista. Allora mi sono chiesto, specificatamente:

aCome si fa a sapere se (e nel loro inconscio) per le persone che guarderanno il film sarà “quello, il momento giusto” in cui fare un taglio di montaggio, ossia funzionale a ‘comunicare efficacemente’ il messaggio-film?

b – Quale strumento c’è, o è possibile utilizzare, per capire il quando (il momento in cui) il cervello, incosciamente, si aspetta uno stacco, funzionale alla percezione ed elaborazione delle informazioni visive (il passaggio da acquisizione delle informazioni ad elaborazione)?

Questi interrogativi diedero l’avvio ad una ricerca che nessuno aveva mai approfondito o sviluppato. Fu così che, sotto la guida del Prof. Carlo Giovannella, fisico e ricercatore eclettico, docente all’Università Tor Vergata di Roma, ho sviluppato una “tesi di laurea di ricerca” basata sullo studio del fenomeno denominato ‘Eye Blink’ (ammiccamento-chiusura e riapertura veloce delle palpebre), ossia dei sottoprodotti dei processi mentali inconsci sottostanti a questo blink, presi in esane ed elaborati giovandomi delle ricerche e prove scientifiche del PhD. John Stern, uno dei più importanti psicologi e studiosi Americani di processi mentali ( ricerche N.A.S.A. e Governo Americano). Nello specifico la ricerca si è basata sullo studio di stati psico-cognitivi e reazioni inconscie indotte dallo ‘stacco’ di montaggio video creando tests appositi e verificandoli su centinaia di persone.

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